Andrea e Paolo, Gioventù di Casa dal 2017 al 2019

Il progetto ”Gioventù di casa” dà la possibilità a due-tre giovani di abitare in casa parrocchiale di Santa Margherita per un’esperienza di uno o due anni di vita comunitaria e, allo stesso tempo, di essere presenza accogliente. Un progetto che vuole essere un segno nella vita dei giovani che vi partecipano ma anche per la comunità . Qui la testimonianza di Andrea e Paolo, primi abitanti della cascina.

Ciao a tutti,  siamo Andrea, venticinque anni, educatore della pastorale giovanile e Paolo, ventisei anni, capo-scout AGESCI. Nati e cresciuti nella comunità albese di Santa Margherita. Da giugno 2017, viviamo un’esperienza di condivisione e fratellanza nella canonica della parrocchia.  

Santa Margherita insieme a don Flavio Costa, ha coltivato negli anni un particolare stile di vita comunitaria, nella quale, attività e momenti insieme ruotano intorno alla cascina/oratorio, simbolo dell’unione comunitaria come luogo di tutti, su cui affaccia la canonica.
Attraverso le varie occasioni d’incontro, vissute come una grande famiglia in cui ognuno ha un ruolo e uno spazio proprio, si sono fortificate le relazioni tra le persone della comunità.  
La direzione verso la quale la chiesa di oggi si sta muovendo e i conseguenti cambiamenti, in particolare la mancanza di un parroco stabile, a seguito dello spostamento di don Flavio in un’altra parrocchia, hanno coinvolto direttamente la nostra piccola realtà creando l’occasione per concretizzare e marcare questo percorso storico con un progetto nuovo e caratteristico, “Gioventù di casa”.

Il progetto nasce dalla necessità di sfruttare e valorizzare la disponibilità di uno spazio così importante, e dal bisogno di una presenza che se ne prenda cura e soprattutto che la renda viva.  
Proprio per continuare la strada di evoluzione della parrocchia, nasce il senso di far abitare a dei giovani, la canonica, uno spazio che deve essere comune e attivo per la comunità.  
Una proposta partita dalla pastorale giovanile, attraverso la quale, vogliamo rinnovare e rafforzare la comunità di oggi e di domani costruendo una nuova tappa del percorso di crescita cristiana, per continuare la storia della nostra casa-cascina.

L’idea è quella di far abitare la canonica da giovani attivi all’interno della comunità e disponibili a fare una vita comunitaria per un periodo limitato, abitando i locali della canonica e dell’oratorio, ma mantenendo la propria vita personale e lavorativa. Creando momenti di confronto con le famiglie della comunità e mantenendo un dialogo con altri giovani attivi in differenti realtà del territorio.  Vivere la comunità partecipando ai momenti comunitari, rimanendo in ascolto delle persone bisognose o semplicemente di chi passa per la cascina. In un’epoca e in un luogo dove sempre meno è vissuta la fede cristiana, abbiamo compreso che la testimonianza più forte si nasconde nei gesti legati a ciò che accomuna tutti, cioè i gesti di vita quotidiana.

Nella nostra parrocchia, in cui lo stile già richiama questi gesti, dopo un lungo periodo di valutazione e di approfondimenti iniziato nel settembre 2016 con la presentazione dell’idea alla comunità e terminato a metà giugno 2017 con l’approvazione da parte della curia, è stato così possibile avviare il progetto.

Un periodo di vita per fortificare e responsabilizzare il nostro essere cristiano nella società e nel mondo; questo anche come spunto per altre situazioni similari sul nostro territorio. Un’esperienza concreta, sia per chi decide di esservi protagonista, sia per la comunità che gli è attorno e che rimarrà dentro di noi per tutta la vita.

Andrea e Paolo


L’articolo apparso su Gazzetta d’Alba nel 2019 in occasione della serata “Abitare solidale”>>

Andrea e Paolo da due anni sono missionari a chilometro zero che vivono nella canonica della parrocchia di Santa Margherita. Il progetto Gioventù di casa offre la possibilità a due-tre giovani di abitare nel locale rimasto vuoto, con l’obiettivo di sfruttare e valorizzare la disponibilità di uno spazio così importante e di garantire una presenza che se ne prenda cura e lo renda vivo. L’idea parte da una canonica rimasta vuota e una piccola comunità di giovani, scout ed educatori, si rende disponibile ad abitarla per tenere viva la parrocchia.

Andrea ha venticinque anni, è educatore della pastorale giovanile. Paolo ha un anno in più, è capo scout. I due ragazzi spiegano: «La direzione verso la quale la parrocchia oggi si sta muovendo con
la mancanza di un sacerdote stabile, a seguito dello spostamento di don Flavio in un altro paese, ha coinvolto direttamente la nostra piccola realtà creando l’occasione per concretizzare e marcare questo percorso storico con un progetto nuovo e caratteristico, Gioventù di casa, che permette di far abitare la canonica a giovani attivi all’interno della comunità, disponibili a fare una vita comunitaria per un periodo limitato, abitando i locali della canonica e dell’oratorio, ma mantenendo la propria vita personale e lavorativa. Creando momenti di confronto con le famiglie della comunità e mantenendo un dialogo con altri giovani attivi in differenti realtà del territorio, si alimenta la comunità».

Link all’articolo completo su Gazzetta d’Alba.it>>